mercoledì 9 novembre 2011

Un Passo Avanti

Oggi è il giorno del silenzio, delle riflessioni, per qualcuno dello champagne da stappare per festeggiare la preannunciata Waterloo. Napoleone è caduto, colpito a morte da otto traditori, ben più del duo Bruto e Cassio di romana memoria, ma sufficienti a spingerlo all'atto estremo, quelle dimissioni che mai avrebbe voluto dare. Otto traditori come un tempo tradirono a Sinistra Prodi o come più recentemente hanno tradito il mandato politico coloro che, abbagliati dalla luce del divin Silvio, avevano deciso di giocare con lui, previo il riconoscimento di ricchi premi e cotillon.
Otto traditori come altri ce ne saranno nel prosieguo dell'italica storia, perchè noi siamo fatti così, pronti a cambiar bandiera in nome del potere e del vil denaro.
Ed è quel vil denaro che, malgrado la di Lui caduta, continua a farci penare: chiamatelo debito pubblico, speculazione, spred, ma le rosee previsioni che ci vedevano rialzare la testa sui mercati, purtroppo, si sono rivelate false e subito disattese.
Perchè siamo ridotti così male ? Tutta colpa solo del Berlusca e dei suoi servi ? Sarebbe ingiusto attribuire solo al suo governo tutti i nostri mali, ma ora si apre uno scenario nuovo, uno spiraglio di speranza, un cavallo di Troia nelle nebbie padane che la Sinistra dovrà saper cavalcare come mai ha fatto nella sua storia.
Il pallone è sul dischetto: si tratta di capire chi andrà a calciare il rigore visto che stanno ancora discutendo al limite dell'area su chi dovrà accollarsi la pesante incombenza.
Un passo avanti qualcuno dovrà pur farlo: è un'occasione d'oro per mettere fine alla storia dell'atavico nemico, dell'imperatore da distruggere a tutti i costi.
Il problema è solo trovare chi questo coraggio lo possa avere: Bersani, che avrà l'occasione di smettere di pettinare le bambole o smacchiare i giaguari; Casini, che dovrà decidere da che parte stare una volta per tutte, oppure il terzo incomodo, quel Luca Cordero di Montezemolo che tanto piacerebbe all'Italia che conta, dalla Marcegaglia al burbero Marchionne ?
Chiunque sia, faccia in fretta e non abbia tentennamenti: le elezioni sono una necessità inconfutabile, ma lo è ancor di più la ricostruzione di un Paese che rischierebbe di rimanere nelle mani di quegli stessi che lo hanno distrutto se dall'altra parte non si avrà la forza di costruire qualcosa di nuovo.
Avanti popolo: è il momento della riscossa, sempre che la balbettante Sinistra sia in grado di cavalcarla.  

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