martedì 26 febbraio 2013

Sarà un Piacere...

Chiediamo scusa all’Italia intera se ieri abbiamo reso questo Paese ingovernabile. Non era nostra intenzione, perché noi volevamo rimanere ancorati a quel 14, 15% che i sondaggi ci attribuivano ora vedendoci in calo, ora in crescita, ora attaccati dai Caino dell’ultimo istante, ora sbeffeggiati da qualche supponente politologo.


C’era un PD straripante, un Silvio morente, un Monti a cui strizzare l’occhio per future intese, ma… Ma tutto era terribilmente errato e, come nei peggiori incubi, il risveglio è stato amaro e doloroso.. Sondaggi ed Instant Pool ancora una volta fallaci, il PD arginato dai suoi stessi ripetuti errori, Silvio resuscitato (ancorchè zoppicante) grazie a quell’elisir di lunga vita che si chiama illusione. E poi le Stelle, non solo quelle scintillanti nel cielo di un movimento ma quelle viste per la botta (e che botta) da tanta parte della politica italiana.
Ora analisti e politologi, commentatori e “spallettari” cercano una ragione a questo incredibile risultato nel vano tentativo di capire quale sia il confine tra il successo di Grillo e la debacle degli altri, a partire da Fini, Ingroia, Casini per finire ad un Vendola pesantemente ridimensionato da un'alleanza forse non troppo gradita dai suoi.
Liquidato con un “da coglioni” il voto al centro destra (ma nulla di più sbagliato e stupido bollare con un insulto quel risultato), adesso il fucile viene puntato contro i neo parlamentari a 5 stelle e controllati con un “vediamo cosa faranno” senza rendersi conto che il loro fallimento coinciderebbe con quello totale della democrazia in Italia.
Faranno quello che il programma dice. Discuteranno, proporranno, vigileranno perché finiscano i giochini che hanno accomunato destra e sinistra in questi anni portando loro, con il beneplacito di Monti e Napolitano, il Paese in questa situazione.
Non date a Grillo delle colpe che non ha, perché il dissesto sociale non lo ha certo creato lui col suo movimento; semmai potrà essere il simbolo di una strada nuova da seguire, di una politica fatta dal popolo per il popolo (populista ? Mah…) , di una partecipazione finora preclusa ai più perché solo l’elite poteva “entrare in politica” (cioè raccomandati, parenti di, amici di, ecc… come nelle cariche pubbliche) e solo all’elite era dato di parlare di certe cose.
Voteremo si o no a proposte in base a quanto saranno in linea con il nostro programma senza accettare facili compromessi ma seguendo un sentiero chiaramente delineato.
Certo, il rischio che qualcuno abbandoni la retta via per strade meno lastricate esiste, ma l’occhio della base sarà severo come quello dei nostri rappresentanti che, democraticamente malgrado il procellum, abbiamo mandato a Roma.
Ora tocca a voi, anzi ora tocca a noi: saremo un'onda che si muove all’unisono, il singolo che diventa gruppo, la speranza che diventa realtà.
Auguri ragazzi: lavorare con voi sarà senz'altro un grande piacere…

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