domenica 19 febbraio 2017

50 anni di Te

Mio Dio, e sono 50 Roby; come passa inesorabile il tempo. Sembra solo ieri che con il tuo rigore rifiutato a Firenze spaccavi in due il mondo bianconero ed oggi rivedo il tuo codino imbiancato dagli anni che ci siamo tristemente lasciati alle spalle.
Non sarò (forse) melenso come Cremonini ma è certo che per me sei stata la nona meraviglia del mondo, la classe pura e la poesia prestata ad uno sport che ormai vivo più da innamorato abitudinario che non da appassionato e sanguigno tifoso quale ero.
Forse dovrebbe arrivare un altro come te per riaccendere quella fiamma che si è spenta, una fiamma che mi ha spinto persino ad amare altre maglie solitamente invise al mio essere tifoso; ma in natura potrà esistere ancora un altro Baggio ?

lunedì 13 febbraio 2017

La Rivincita delle Figlie del Vento

Se fossero nate trent'anni più tardi probabilmente Rosa, Tonia, Ledi e Piera avrebbero potuto ascrivere i loro nomi nell'albo d'oro dei vincitori del Festival di Sanremo; ma nel 1973 “Sugli Sugli Bane Bane”, canzone “culinaria” dal vago sapore erotico, era solo figlia del vento e non dei social o di un cybermondo che, sepolti in cantina i soloni della critica, ha deciso di premiare il balletto di un gorilla piuttosto che il grido di dolore di Ermal Meta.

giovedì 9 febbraio 2017

Caro Direttore,

Caro Direttore,
stamani, con le copie de La Stampa e i relativi inserti per i festeggiamenti dei 150 anni (a proposito tanti auguri) dello storico quotidiano piemontese, abbiamo ricevuto anche la Sua missiva con l'invito ad assicurarci “che il supplemento venga abbinato al giornale nel momento della vendita” per non vanificare il Vostro grande ed indiscutibile impegno.
Assicurarsi che il supplemento venga distribuito con le copie normali del quotidiano significa, per noi edicolanti, abbinare i due giornali, piegarli e venderli in coppia come praticamente facciamo tutti i giorni per qualsiasi giornale che abbia un supplemento in allegato.

martedì 7 febbraio 2017

Perchè Sanremo è Sanremo

Signore e Signori, gentilmente, fermate il mondo ! Da questa sera, e fino al prossimo sabato, niente spread in salita (facile da pronosticare dopo la batosta referendaria per un'Europa che non ci vuole in ripresa), niente talk show con politici e ballerine, niente approfondimenti o trasmissioni di successo: c'è Sanremo, e quando arriva lui l'Italia si ferma.
Ovvio, rimarranno i problemi dei migranti e dei terremotati, utili alla kermesse per vendere un po' di falsa pietas malcelata dietro a compensi milionari, ma soprattutto rimarranno quegli indimenticabili motivetti che tra vent'anni, se mai ci saremo ancora, fischietteremo garuli e festanti sotto la doccia perchè resi immortali da RTL 102.

lunedì 6 febbraio 2017

Almeno l'Italiano... Sallo

Il nostro futuro è davvero così triste e buio ? Lo stiamo lasciando in eredità ad una fiumana di ignoranti che trasformano un verbo in una preposizione semplice e spargono a caso accenti ed apostrofi senza un minimo di logica ? A leggere l'accorato appello dei seicento professori universitari parrebbe proprio di si.
I giovani d'oggi non conoscono l'Italiano. All'università errori che manco in terza elementare si vedevano ai loro tempi e un livello di cultura che è passata dagli aulici sonetti leopardiani alla misera realtà dei messaggini da Whatsapp.

lunedì 30 gennaio 2017

L'Immenso

Quando gli dei scendono sulla terra, il tempo sembra improvvisamente fermarsi. Forse è quel senso di inarrivabile grandezza comparata alle nostre miserie o quel sapore di immortalità che solo un grande evento sa sprigionare ma ieri, a Melbourne, sembrava di essere calati in una dimensione parallela, un flashback di un passato che in pochi si illudevano potesse ritornare.

lunedì 23 gennaio 2017

Giornalaio

Edicolante, giornalaio: l'ultimo baluardo di una strenua resistenza contro lo strapotere dei centri commerciali e dei supermercati dove la vita si trasforma in un rapido e vuoto consumo senza la gioia di un sorriso, senza quelle due chiacchiere che trasformano insignificanti e fugaci momenti in attimi di saggezza popolare.
Siamo noi i fanti del nuovo secolo, quelli mandati allo sbaraglio per resistere, per difendere i piccoli commercianti, per far capire al mondo che senza di noi la vita diventa un carrello pieno di cose inutili e di breve scadenza, come quei mille inutili pacchetti che raccattiamo dagli scaffali convinti che una scritta come “offerta speciale” trasformi dell'insalata scaduta nell'occasione della vita che come tante altre lasceremo marcire nel fondo di un frigorifero stracolmo di nulla.

mercoledì 29 giugno 2016

Quartexit


Buonasera a tutti: ebbene si, dopo tre anni di lungo e doloroso silenzio sono tornato.
E torno non con la Brexit la cui discussione è a solo vantaggio dei radical chic di sinistra (gli altri debbono solo tacere perché vecchi ignoranti e caproni) o con le firme false saviglianesi la cui querelle mi appassiona meno di una puntata di Temptation Island, ma con quanto di più caro abbiamo noi italici nel cuore: gli Europei di calcio.
Siamo ai Quarti, i pronostici si fanno sempre più difficili, ma per noi "Impossible is nothing" (perdonatemi questa digressione extracomunitaria) e allora facciamoli, esponendoci senza se e senza ma al pubblico ludibrio.

PORTOGALLO - POLONIA: partita che si presenta di una pochezza infinita, tra una squadra lusitana ridotta in dieci (l'apporto di CR7, certamente limitato da infortunio, è stato sinora nullo) e la compagine polacca solida ma non certo esteticamente esaltante. Con Ronaldo in forma accettabile non ci sarebbe match, ma voglio comunque puntare su di loro perché, visto il tabellone, o adesso o mai più. Portogallo quindi vincente nei supplementari.

GALLES - BELGIO: se il cuore dice Galles (scontato), la ragione mi spinge verso il Belgio, apparso straordinariamente pimpante nell'ottavo contro l'Ungheria. Certo, se i gallesi avessero due Bale potrebbero impensierire la squadra di Wilmots, ma il tasso tecnico è talmente sbilanciato che solo un improvviso attacco di influenza intestinale collettivo può impedire al Belgio di approdare ad una storica (e sulla carta abbordabile) semifinale. Belgio vincente 3-1 nei 90 minuti.

FRANCIA - ISLANDA: finisce qui la magica avventura dei simpatici figli dei fiordi. La Francia è troppo per loro, malgrado la corsa e la prestanza atletica con la quale hanno cacciato inopinatamente l'albionica truppa dall'europeo. Certo, un piccolo spiraglio potrebbe aprirsi se i galletti decidessero di specchiarsi nella loro vanità tralasciando concretezza e mondo reale, ma non credo stavolta corrano questo rischio. Ciao Islanda, dunque, e grazie per l'ennesima favola mai a lieto fine. Francia vincente 3-0 nei 90 minuti.

ITALIA - GERMANIA: già essere qui ha il sapore del miracolo, figuriamoci battere i tedeschi campioni del mondo. Mi ricorda un po' l'Italia - Spagna finale di quattro anni or sono, ma per fortuna non abbiamo né Balotelli né Thiago Motta, quindi la speranza teniamola accesa. E' vero, loro ci soffrono, ma tenere ritmi alti per 90 minuti sarà impossibile e con questi o giochi alla morte o ti schiacciano. Però... però siamo l'Italia, la squadra imprevedibile per antonomasia e seppur completamente priva di genio calcistico, abbiamo grinta da vendere e la pelle la venderemo molto cara. Il sogno dice Italia 2 Germania 1 ed in questo momento, visto gli incubi che ci circondano quotidianamente nella vita reale, almeno da questo ludico ed ameno sogno non voglio svegliarmi. 

venerdì 14 giugno 2013

Le Parole Che Non Mi Hai Detto

In questi ultimi, assurdi mesi ne ho lette, sentite viste e postate tante che non basterebbe l’intera enciclopedia Treccani a raccoglierle tutte.
Ho visto di una politica di promesse e ripicche, di franchi tiratori e di ghibellin fuggiaschi, di tasse cancellate e riproposte, di inciuci e false guerre ideologiche così lontane dalla realtà da farmi pensare che viviamo in due mondi paralleli che mai s’incontrano.
Ho visto leader sindacali straordinariamente preoccupati per la situazione, imprenditori che urlano ai quattro venti il loro bisogno di sgravi fiscali per non morire e addirittura un nuovo Papa che parla ai poveri con il linguaggio dei poveri.

venerdì 31 maggio 2013

Fuori Procedura

"L'uscita del nostro Paese dalla procedura europea per i disavanzi eccessivi è motivo di grande soddisfazione... Raccogliamo il frutto dei lavoro dei precedenti governi, in particolare di quello presieduto da Mario Monti, al quale va il mio personale ringraziamento". Fin qui musica e parole di Giannenrico Letta. Al suo personale ringraziamento si aggiungono poi in coro quello di migliaia di italiani inseriti nelle categorie degli esodati, cassa integrati che non la percepiscono da mesi, quelli che hanno perso il lavoro, quelli che non lo trovano perché non ce n’è, quelli che chiudono le attività e le aziende, quelli che stanno piano piano erodendo il proprio capitale residuo per sopravvivere, quelli che si sono suicidati perché non ce l’hanno fatta e quelli che scappano all’estero per evitare di morire lentamente, giorno dopo giorno, in una lenta ed irreversibile agonia.
Qual è questo frutto che raccogliamo, caro Presidente del Consiglio ? Di che cosa dovremmo gioire, insieme con lei, tanto da stappare l’ultima bottiglia di spumante vinta ai carrozzoni del settembre saluzzese ?